Il latte d’asina: studio condotto su bambini soggetti ad allergia al latte di mucca
Nel maggio 2003 è iniziato a Torino uno studio che ha, fino a oggi, preso in esame 46 bambini allergici al latte di mucca; tra questi, 16 erano anche allergici alla soia e 30 non potevano consumare soia in quanto controindicata. Tutti presentavano come comune denominatore il rifiuto delle formule idrolizzate estensive o di quelle a base di amminoacidi.
I bambini rientravano in una fascia di età dai 12 mesi ai 12 anni, con una età media predominante di 2 anni circa. Tutti i bambini erano inoltre soggetti a forme allergiche verso altri alimenti, quali uova, frumento, soia solo per citare i più rappresentativi. Si imponeva dunque la necessità di trovare un alimento che sostituisse validamente il latte di mucca.
La ricerca è stata condotta dai medici dello studio di consultazione sulle allergie alimentari dell'OIRM, in collaborazione con l’istituto di scienza della produzione alimentare del consiglio nazionale di ricerca, responsabile il Dott. Conti.
Il latte d’asina era ben tollerato da 38 (82,6%) dei bambini, che l’hanno trovato di loro gradimento e che hanno continuato a ingerirlo senza presentare alcun sintomo clinico. I regolari controlli di tipo auxologico e nutrizionale a cui sono stati sottoposti i bambini, hanno rilevato valori entro la norma.
Le ricerche di laboratorio hanno evidenziato alcune differenze tra il latte d’asina e il latte di mucca.
In particolare, come spiega Amedeo Conti, dell'Ispa-Cnr: «Durante i nostri studi, condotti con tecniche di proteomica volti a determinare gli allergeni del latte vaccino e a compararli con altri tipi di latte, abbiamo potuto notare una notevole differenza di composizione tra il latte di mucca e il latte d’asina. Una differenza – continua l’esperto – fondata principalmente sul tenore di caseina e non di beta-lattoglobulina, proteina a torto considerata la principale responsabile dell’elevata allergenicità di questo alimento». Sarebbe insomma questo il segreto del latte d’asina, oltre al fatto che probabilmente la grande somiglianza al latte umano lo renderebbe così ben tollerato dai bambini allergici.
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Tratto da “NOTIZIARIO”, mensile di informazione dell'Azienda Ospedaliera O.I.R.M. S. Anna di Torino (di rilievo europeo e ad alta specializzazione materno infantile)
